Rapale Alto story

Un tempo i terreni, erano coltivati con produzioni promiscue, utili al sostentamento alimentare della famiglia, il grano per il pane, l' olivo per l'olio per cucinare, la vite per avere un prodotto un importante alimento che dava sostentamento nei duri lavori dei campi: il vino.

Fu grazie all’olandese Franciscus Theodorus Antonius Ebbink, che la coltivazione promiscua divenne specializzata: nacquero i vigneti che, grazie al perfetto microclima e alle conoscenze tecniche necessarie, hanno permesso la produzione di vini di pregio.

Di proprietà della stessa famiglia Ebbink, l’azienda è composta oggi da 7 ettari di vigneti, caratterizzati dall’importante fattore dell’escursione termica tra giorno e notte, che permette un’ottima maturazione delle uve. La produzione vinicola è particolarmente curata e d’elite; grazie alla collaborazione con l’enologo Claudio Fiore ed alla nuova e moderna cantina, nascono etichette interessanti come il Chianti Docg Colli Aretini e il Monia Igt. Il primo è un prodotto di pronta beva, fresco e immediato, mentre il secondo è un vino di elevata caratura, barriccato per almeno 18 mesi da un retrogusto piacevolmente fruttato. Accanto a quest’ultima etichetta è il Rapale Alto Igt, nato dallo stesso uvaggio, ma non barriccato. La terra e la passione dell’uomo a Rapale Alto hanno unito le forze per creare prodotti importanti.